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Febbraio 19, 2026 | #

Immunoterapia: cos’è, come funziona, effetti collaterali

A CURA DI

Prof.

DARIO SANGIOLO

Oncologo, Professore Associato di Oncologia Medica presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e Direttore della Divisione di Immunoterapia Oncologica dell’Istituto di Candiolo

Nel corso di una terapia per la cura del cancro, può capitare che venga proposta dal medico anche l’immunoterapia. Sono tante le domande, i dubbi e anche i falsi miti che circolano sull’immunoterapia. Con l’aiuto dell’esperto, facciamo chiarezza su questa innovativa terapia oncologica, che sarà sempre più centrale nella cura di diversi tipi di tumore.

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Che cos’è l’immunoterapia, e come funziona?

L’immunoterapia è una innovativa strategia antitumorale che sfrutta, potenzia e reindirizza l’attività del sistema immunitario contro le cellule tumorali. In particolare, le forme di immunoterapia oggi più utilizzate in clinica aiutano il sistema immunitario a riconoscere il
tumore ed eliminarlo
.

Come agisce l’immunoterapia sul tumore?

Molti tumori sono in grado di “spegnere” il sistema immunitario, bloccando i linfociti attraverso segnali di freno immunologico. I farmaci immunoterapici più utilizzati, chiamati inibitori dei checkpoint immunitari, rimuovono questi freni, lasciando i linfociti liberi di agire contro il tumore.

L’immunoterapia “cura” il tumore o lo tiene sotto controllo?

L’immunoterapia è in grado di fare entrambe le cose: in alcuni casi può portare a risposte complete e durature, in altri a un controllo della malattia e, purtroppo, in alcune situazioni non risulta efficace. Le sfide attuali della ricerca sono rivolte a capire, prevedere e modulare le ragioni di queste differenze.

In cosa è diversa dalla chemioterapia?

La chemioterapia colpisce direttamente le cellule in divisione; l’immunoterapia agisce sul sistema immunitario, riattivando la sua capacità di eliminare le cellule tumorali.

A quali tipi di tumore è applicabile?

Le prime applicazioni, circa 15 anni fa, sono state nel melanoma; successivamente si è gradatamente estesa a diversi tipi di tumore. Attualmente le possibilità di utilizzo sono in continua espansione e ritroviamo, ad esempio, indicazioni nei tumori del polmone e nelle
neoplasie dell’apparato urogenitale e gastroenterico.

È adatta a tutti i pazienti?

No, esistono contesti e situazioni specifiche, legate alle caratteristiche del tumore o del paziente, che i medici devono valutare prima di porre indicazione all’immunoterapia.

Perché ad alcuni pazienti viene proposta e ad altri no?

Dipende da criteri clinici e biologici che sono valutati dai medici in accordo con le linee guida. Solo come esempio, alcune patologie autoimmuni presenti potrebbero aumentare il rischio di effetti tossici o, ancora, alcuni tumori potrebbero non avere caratteristiche tali da
essere riconosciuti e attaccati dal sistema immunitario.

È possibile fare l’immunoterapia insieme alla chemioterapia o alla radioterapia?

Sì, in alcuni casi le associazioni sono possibili e, anzi, possono agire in maniera sinergica.

Come viene somministrata?

Per via endovenosa, ma recentemente si stanno valutando anche forme per via sottocutanea.

Ogni quanto si fa, e per quanto tempo?

Dipende dal farmaco e dal tipo di tumore. In generale esistono schemi a somministrazione quindicinale, trisettimanale o mensile.

È necessario il ricovero?

No, di solito si tratta di terapie somministrate in day hospital.

Si può continuare a lavorare o svolgere le normali attività quotidiane?

Normalmente sì; ovviamente dipende dalle condizioni cliniche del paziente.

Quanto è efficace l’immunoterapia?

Dipende dal tumore e dalle situazioni cliniche. In alcuni contesti, come detto, si è dimostrata in grado di curare tumori anche in stadi avanzati; in altri può consentire un controllo della malattia e, purtroppo, in alcuni casi può non essere efficace.

Dopo quanto tempo si vedono i primi risultati?

Generalmente dopo alcune settimane. La tempistica dei risultati dipende proprio dal fatto che la sua azione richiede il tempo necessario all’attivazione del sistema immunitario.

Cosa succede se l’immunoterapia non funziona?

Dipende molto dal tipo di tumore e dalle condizioni cliniche. In generale, quando possibile, si valutano strategie alternative.

Che effetti collaterali può dare l’immunoterapia?

I possibili effetti collaterali sono legati a un’eccessiva attivazione del sistema immunitario che, per errore, può attaccare organi sani oltre alle cellule tumorali. Si tratta quindi di effetti definiti “autoimmuni”. Esempi possono essere rash cutanei, coliti e alcune infiammazioni
delle ghiandole endocrine.

L’immunoterapia fa cadere i capelli?

No, e solitamente è molto ben tollerata.

Gli effetti collaterali sono uguali per tutti?

No, la maggior parte dei pazienti non manifesta disturbi di rilievo. I soggetti che presentano patologie autoimmuni di base sono potenzialmente più a rischio di manifestare effetti collaterali. Attualmente la ricerca sta cercando di comprendere quali fattori siano associati a diversi rischi e alla manifestazione di eventi avversi.

Gli effetti collaterali possono comparire anche dopo molto tempo?

Sì, la tempistica dei possibili eventi avversi è variabile. In alcuni casi possono manifestarsi precocemente, mentre in altre situazioni possono essere più subdoli e comparire lentamente e a distanza di tempo. In caso di sintomi nuovi è sempre raccomandabile consultarsi con il proprio medico.

L’immunoterapia è meglio tollerata della chemioterapia?

Nella maggior parte dei casi sì; ovviamente non è generalizzabile e va sottolineato come oggi anche gli schemi chemioterapici siano in genere molto ben tollerati.

Posso viaggiare durante il trattamento?

In linea generale sì, non ci sono limitazioni particolari.

Ci sono restrizioni su alimentazione, attività fisica o vaccinazioni?

In generale no; nella maggior parte dei casi si può continuare a condurre una vita normale.

L’immunoterapia “rafforza” il sistema immunitario?

Non esattamente: lo modula. Rimuove il freno, cioè l’inibizione del sistema immunitario indotta dal tumore, rendendo i linfociti liberi di attaccare le cellule neoplastiche.

Se non ho effetti collaterali significa che non sta funzionando?

No, l’efficacia del trattamento viene monitorata con visite cliniche ed esami strumentali (es. TC, risonanza magnetica).

È una terapia sperimentale?

No, l’immunoterapia intesa come farmaci inibitori dei checkpoint immunitari (es. anti-PD-1 o anti-PD-L1) è ormai approvata in numerosi contesti tumorali. Nuove applicazioni o schemi fanno parte anche di protocolli clinici sperimentali.

È una terapia molto costosa?

I costi di questi modulatori del sistema immunitario sono elevati. Nei contesti in cui esiste già un’indicazione consolidata, i costi sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale.