Tumori del sangue: tutto quello che è importante sapere
A CURA DI
Dott.
FABRIZIO CARNEVALE SCHIANCA
Direttore del Centro Trapianti di Cellule Staminali emopoietiche (CSE) e Terapie Cellulari
Ricevere una diagnosi di tumore del sangue – chiamato anche tumore ematologico, emopoietico o malattia oncoematologica – o anche solo sospettarla può generare molte domande, paure e incertezze. Si tratta spesso di malattie complesse, con percorsi di cura che possono essere lunghi e richiedere adattamenti nella vita quotidiana. Facciamo chiarezza con il nostro esperto.
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Le 12 domande più frequenti sui tumori ematologici
1. Che cosa si intende per tumori del sangue?
Con il termine “tumori del sangue” si indica un gruppo di malattie che colpiscono le cellule del sangue e del sistema linfatico.
Le principali forme sono:
- leucemie: interessano prevalentemente il midollo osseo e il sangue;
- linfomi: colpiscono il sistema linfatico;
- mieloma multiplo: coinvolge le plasmacellule del midollo osseo e può determinare lesioni delle ossa e alterazioni della funzione renale;
- neoplasie mielodisplastiche e mieloproliferative (interessano il midollo osseo e compromettono la sua funzione di produzione del sangue (emopoiesi)
Si tratta di patologie diverse tra loro per andamento e trattamenti, ognuna con forme acute/croniche e vari sottotipi, come la Leucemia Mieloide Acuta (LMA) o la Leucemia Linfatica Cronica (LLC).
2. Si tratta di tumori rari?
I tumori del sangue sono considerati relativamente rari individualmente, ma nel loro complesso colpiscono circa 30.000 nuovi italiani ogni anno, rappresentando circa il 10% di tutti i tumori, con un numero crescente di persone che convivono con queste patologie grazie ai progressi terapeutici che portano alla guarigione di molte persone e alla cronicizzazione della malattia in altri casi.
3. Quali sono i sintomi più comuni dei tumori del sangue?
I sintomi sono spesso aspecifici e possono includere stanchezza persistente, febbre, infezioni frequenti, anemia, perdita di peso, sudorazioni notturne o ingrossamento dei linfonodi dolori ossei. In alcuni casi la diagnosi avviene in modo occasionale, tramite esami del sangue di routine.
4. Da cosa sono causati i tumori del sangue?
Nella maggior parte dei casi non esiste una causa identificabile. Le malattie derivano da alterazioni genetiche acquisite che portano le cellule a proliferare in modo anomalo. Raramente esiste una predisposizione ereditaria.
5. È possibile prevenire i tumori del sangue?
Non esistono programmi di prevenzione o screening specifici. Tuttavia, prestare attenzione a sintomi persistenti e sottoporsi a controlli medici quando indicato, può favorire una diagnosi precoce.
6. Come si arriva alla diagnosi?
Il primo passo è sempre una visita medica accurata, durante la quale lo specialista ascolta i sintomi, ricostruisce la storia clinica e visita il paziente. Se necessario, vengono poi richiesti:
- esami del sangue;
- biopsia del midollo osseo;
- esami radiologici;
- test genetici e molecolari.
Queste indagini permettono di identificare con precisione il tipo di tumore del sangue e di costruire una terapia personalizzata per quella persona.
7. Quali sono le principali terapie disponibili oggi?
Le principali opzioni includono:
- chemioterapia;
- terapie mirate a specifiche alterazioni molecolari;
- immunoterapia;
- trapianto di cellule staminali del sangue (da donatore o, in alcuni casi, dallo stesso paziente);
- terapia con cellule CAR-T, in cui i linfociti del paziente (un particolare tipo di globuli bianchi) vengono modificati in laboratorio per riconoscere e distruggere selettivamente le cellule tumorali.
Oggi i trattamenti sono sempre più personalizzati e mirati alle caratteristiche della malattia e del paziente.
8. Quanto è efficace il trapianto di cellule staminali del sangue?
Il trapianto di cellule staminali del sangue è indicato in determinate malattie e condizioni, ma può rappresentare un’opzione terapeutica fondamentale, con possibilità di controllo a lungo termine o guarigione, grazie ai progressi nelle tecniche e nell’assistenza clinica.
9. Si può guarire da un tumore del sangue?
Molti tumori del sangue oggi sono curabili e guaribili. Altri possono essere controllabili nel tempo. In questo secondo gruppo di malattie si parla di malattia cronica, cioè di un disturbo della salute che richiede visite periodiche e terapie protratte nel tempo (talvolta per molti anni).
10. Come si può convivere con un tumore del sangue cronico?
Convivere con una malattia onco-ematologica cronica significa imparare a gestire cure, controlli e vita quotidiana. Uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata, l’attività fisica compatibile con le proprie condizioni e il supporto psicologico possono aiutare a mantenere una buona qualità di vita. Il dialogo costante con il team curante è fondamentale per adattare le terapie alle esigenze del paziente.
11. Quali sono gli effetti collaterali più comuni delle terapie e del trapianto?
Gli effetti collaterali variano in base al trattamento e alla persona. Possono includere stanchezza, nausea, maggiore rischio di infezioni, caduta dei capelli o alterazioni dell’appetito. Nel caso del trapianto, il periodo iniziale richiede controlli frequenti. Oggi, grazie alle terapie di supporto, molti effetti collaterali sono prevenibili o gestibili in modo efficace.
12. Perché rivolgersi a un centro specializzato come l’Istituto di Candiolo IRCCS?
Un centro di riferimento come l’Istituto di Candiolo IRCCS garantisce un approccio altamente specializzato alle malattie onco-ematologiche, basato su competenze multidisciplinari integrate e su un’organizzazione dedicata alla gestione di patologie complesse.
Il paziente viene preso in carico da un team composto da oncologi, ematologi, anatomo-patologi, biologi molecolari, radiologi e specialisti di supporto, in grado di definire percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati.
L’Istituto offre inoltre accesso a terapie innovative e alla ricerca clinica, con la possibilità di partecipare a studi clinici, fondamentali per rendere disponibili trattamenti innovativi in condizioni di sicurezza e appropriatezza.
Un ulteriore elemento distintivo è rappresentato dai protocolli diagnostici avanzati di caratterizzazione molecolare, che consentono di applicare i principi della medicina di precisione, identificando specifiche alterazioni biologiche della malattia e orientando la scelta di diverse strategie di cura come le terapie a bersaglio molecolare.
Accanto a questi approcci, l’Istituto è da sempre protagonista nello sviluppo e nell’utilizzo delle terapie immunologiche e cellulari, tra cui il trapianto allogenico di cellule staminali del sangue e le terapie CAR-T. Queste strategie rappresentano oggi una delle più grandi innovazioni dell’onco-immunologia, perché permettono di “istruire” il sistema immunitario del paziente a riconoscere e colpire in modo altamente selettivo le cellule tumorali attraverso bersagli (antigeni) specifici.
Tutto ciò deve avvenire all’interno di percorsi di cura strutturati che pongano attenzione non solo al controllo della malattia, ma anche alla qualità di vita del paziente durante tutte le fasi del trattamento e della ripresa al termine delle cure.