Prevenire il cancro: cosa possiamo fare per proteggere la nostra salute
Oggi sappiamo con certezza che l’adozione diffusa di efficaci strategie di prevenzione oncologica potrebbe determinare una riduzione dei decessi per tumore fino al 50%. Si tratta di un dato di enorme rilevanza se si considera che, solo nel corso del 2025, in Italia sono stati stimati circa 170.000 decessi per malattie oncologiche.
In questo articolo il Dott. Piero Fenu spiega in cosa consiste concretamente la prevenzione oncologica, quali misure possiamo adottare per ridurre il rischio di ammalarci di tumore, e quali prospettive sono allo studio per la diagnosi precoce.
Cosa trovi in questo articolo
- Prevenzione oncologica: primaria, secondiaria, terziaria
- Fattori di rischio evitabili: il ruolo degli stili di vita
- Il “Decalogo della salute”: 10 regole per ridurre il rischio di cancro
- Le iniziative di prevenzione dell’IRCCS di Candiolo
- Il futuro della prevenzione oncologica
Prevenzione oncologica: primaria, secondaria, terziaria
Cosa significa e perché è così importante
La prevenzione del cancro si articola in prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Queste tre strategie agiscono in momenti diversi della storia della malattia, con l’obiettivo comune di ridurre l’incidenza dei tumori, diagnosticarli precocemente e prevenire recidive e metastasi.
Come nasce un tumore
La trasformazione di una cellula sana in cellula tumorale (neoplastica) è un processo biologico complesso. È legato ad alterazioni genetiche, funzionali e morfologiche che possono essere causate da:
- mutazioni genetiche casuali (non ereditarie) o ereditarie;
- stili di vita non salutari;
- agenti infettivi;
- inquinamento ambientale.
Prevenzione primaria: ridurre i fattori di rischio
È soprattutto la prevenzione primaria a offrire i margini di miglioramento più ampi, perché interviene prima ancora che il tumore si sviluppi, agendo sui fattori di rischio modificabili.
Se prendiamo in esame la quota di decessi per tumore potenzialmente evitabili eliminando i principali fattori di rischio individuali – come fumo, abuso di alcol, sovrappeso, alimentazione scorretta e inattività fisica – emergono dati molto significativi.
Ad esempio, si stima che:
- fino all’80% dei tumori della cavità orale, della laringe e dell’esofago (fortemente correlati a fumo e alcol) potrebbe essere evitato;
- una percentuale analoga riguarda i tumori del polmone, strettamente legati all’abitudine al fumo.
In altre parole, una parte rilevante dei tumori è legata a comportamenti e stili di vita sui quali è possibile intervenire, anche attraverso scelte quotidiane apparentemente semplici.
Prevenzione secondaria: gli screening oncologici
Naturalmente, non tutti i tumori possono essere prevenuti agendo sui fattori di rischio. È qui che entra in gioco la prevenzione secondaria, basata sugli screening oncologici.
Gli screening permettono di individuare tumori in fase iniziale, quando spesso non danno ancora sintomi, oppure di riconoscere lesioni pretumorali che, se trattate per tempo, non evolvono in cancro.
La diagnosi precoce consente quindi trattamenti più efficaci e meno invasivi, aumentando in modo significativo le possibilità di guarigione.
Screening oncologici efficaci
Gli screening che hanno dimostrato di ridurre la mortalità sono:
- mammografia (donne 45–69 anni);
- screening colon-retto (50–74 anni);
- screening del collo dell’utero (donne 25–64 anni).
Nonostante l’efficacia dimostrata e la gratuità di questi programmi, l’adesione agli screening è purtroppo ancora lontana dall’essere ottimale. Nel periodo 2020–2024, l’adesione media è stata:
- 50% per lo screening del tumore della mammella, con differenze territoriali marcate
(62% al Nord, 51% al Centro, 31% al Sud e nelle Isole); - 33% per lo screening del tumore del colon-retto
(46% al Nord, 32% al Centro, 18% al Sud e nelle Isole); - 51% per lo screening del tumore del collo dell’utero
(62% al Nord, 51% al Centro, 37% al Sud e nelle Isole).
Questi dati indicano chiaramente che, accanto all’offerta degli screening, è ancora necessario rafforzare l’informazione e la sensibilizzazione della popolazione, per far comprendere l’importanza di aderire con regolarità a programmi che possono davvero salvare la vita.
Prevenzione terziaria: prevenire recidive e metastasi
La prevenzione non si esaurisce con la diagnosi di tumore. La prevenzione terziaria riguarda le persone che hanno già intrapreso un percorso di cura e ha l’obiettivo di ridurre il rischio di recidive e metastasi, migliorando al tempo stesso qualità e aspettativa di vita.
In questa fase, accanto alle terapie oncologiche, assumono grande importanza:
- il follow-up clinico regolare;
- il mantenimento di stili di vita sani;
- un adeguato supporto nutrizionale.
La prevenzione, quindi, accompagna la persona in tutte le fasi della malattia, dalla riduzione del rischio iniziale fino al percorso di cura e di controllo nel tempo.
Fattori di rischio evitabili: il ruolo degli stili di vita
Eliminando i principali fattori di rischio individuali (fumo, alcol, sovrappeso, sedentarietà, alimentazione scorretta), si potrebbero evitare:
- circa l’80% dei tumori della cavità orale, laringe ed esofago;
- circa l’80% dei tumori polmonari, fortemente associati al fumo.
Fumo di tabacco
Il fumo è coinvolto nello sviluppo di tumori di: cavità orale e nasali, faringe, laringe, esofago, stomaco, fegato, colon-retto, pancreas, rene, vescica, ovaio e collo dell’utero.
Sigarette elettroniche e tabacco riscaldato: attenzione ai falsi miti
Negli ultimi anni, accanto al progressivo calo del consumo di sigarette “tradizionali”, si è osservato un aumento dell’uso di sigarette elettroniche (e-cig) e di prodotti a tabacco riscaldato. Questo fenomeno è in parte legato alla diffusione del falso mito della loro innocuità, soprattutto tra i più giovani.
In realtà, anche questi dispositivi non sono privi di rischi, come dimostrato da numerosi studi scientifici. Tra gli effetti documentati si segnalano:
- sviluppo di dipendenza da nicotina;
- infiammazione delle vie aeree;
- maggiore suscettibilità alle infezioni respiratorie, in particolare virali;
- aumento dell’incidenza di asma e di Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO).
Per quanto riguarda il rischio oncologico, la ricerca è ancora in corso, ma esistono preoccupazioni concrete legate all’inalazione di sostanze potenzialmente tossiche presenti negli aerosol prodotti da questi dispositivi.
Alla luce delle evidenze disponibili, è importante ribadire che sigarette elettroniche e tabacco riscaldato non possono essere considerati sicuri, né rappresentano una soluzione priva di conseguenze per la salute.
Dal punto di vista della prevenzione oncologica, la scelta più efficace rimane non fumare e, per chi fuma, intraprendere percorsi strutturati di cessazione.
Alcol
L’abuso alcolico aumenta il rischio di tumori di: cavità orale, faringe, laringe, esofago, fegato, colon-retto e mammella.
Sovrappeso e alimentazione
Il sovrappeso e una dieta povera di alimenti vegetali e ricca di zuccheri, carni rosse, carni lavorate e cibi salati sono associati a numerosi tumori, in particolare: colon-retto, endometrio, rene, esofago e mammella in menopausa.
Il sale e il tumore dello stomaco
Alcuni studi indicano un’associazione tra consumo eccessivo di sale e tumore dello stomaco. Il sale può danneggiare la mucosa gastrica e favorire infezioni da Helicobacter pylori, un noto fattore di rischio per il cancro gastrico.
Agenti infettivi e rischio di tumore
Alcune infezioni persistenti possono danneggiare il DNA cellulare e favorire lo sviluppo di tumori:
- Helicobacter pylori: tumore dello stomaco;
- virus dell’epatite B e C: tumore del fegato;
- HPV: tumori di cervice uterina, ano, orofaringe e genitali;
- virus di Epstein-Barr: linfoma di Burkitt;
- Herpes virus: sarcoma di Kaposi.
Sono disponibili vaccini sicuri ed efficaci contro HPV ed epatite B, offerti gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale.
Esposizione al sole e melanoma
L’esposizione eccessiva al sole, soprattutto nelle persone con carnagione chiara, aumenta il rischio di melanoma cutaneo.
È importante evitare il sole nelle ore centrali della giornata e utilizzare creme solari e indumenti protettivi.
Il “Decalogo della salute”: 10 regole per ridurre il rischio di cancro
Per riassumere in modo semplice ed efficace le principali indicazioni per uno stile di vita sano, possiamo fare riferimento al cosiddetto “Decalogo della salute”, elaborato dal World Cancer Research Fund (WCRF), una delle istituzioni internazionali più autorevoli in materia di prevenzione delle malattie oncologiche.
Si tratta di dieci raccomandazioni pratiche, basate su solide evidenze scientifiche, che aiutano a ridurre il rischio di sviluppare un tumore e a tutelare la salute nel lungo periodo:
- mantenere un peso corporeo adeguato, evitando sovrappeso e obesità;
- svolgere attività fisica ogni giorno, adattandola alle proprie possibilità;
- privilegiare gli alimenti di origine vegetale, come cereali, legumi, frutta e verdura;
- limitare il consumo di fast-food e cibi industriali ricchi di grassi e zuccheri (snack confezionati, prodotti da fast-food, ecc.);
- ridurre il consumo di carni rosse e, soprattutto, di carni lavorate e conservate (salumi e insaccati);
- limitare alimenti e bevande ad alta densità calorica, che favoriscono un eccesso di calorie;
- limitare il consumo di bevande alcoliche, non superando 1–2 bicchieri di vino o birra al giorno, preferibilmente durante i pasti;
- evitare l’uso indiscriminato di integratori: non esistono prove certe di un effetto protettivo contro i tumori; gli integratori vanno assunti solo in caso di carenze documentate;
- per le neo-madri, favorire l’allattamento al seno per almeno i primi sei mesi: riduce il rischio di tumore della mammella per la madre e rafforza la salute del bambino;
- dopo una diagnosi di tumore, continuare a seguire queste raccomandazioni, che contribuiscono a ridurre il rischio di recidive, metastasi e nuovi tumori
Attività fisica: un alleato fondamentale
Le persone che svolgono almeno 3 ore a settimana di attività fisica moderata (come la camminata veloce) hanno un rischio di ammalarsi di tumore inferiore del 10–20% rispetto ai sedentari.
I benefici dell’attività fisica includono:
- riduzione dell’insulina circolante;
- diminuzione del grasso viscerale;
- rafforzamento del sistema immunitario;
- aumento della motilità intestinale (protezione dal tumore del colon-retto).
In Italia, solo il 49% degli adulti è considerato fisicamente attivo, mentre il 27% è completamente sedentario.
Le iniziative di prevenzione dell’IRCCS di Candiolo
La prevenzione oncologica è un ambito in continua evoluzione e rappresenta una delle aree di maggiore impegno dell’IRCCS di Candiolo, sia sul fronte della ricerca sia su quello dell’assistenza.
Screening del tumore della prostata
Nell’ambito della prevenzione secondaria, l’Istituto di Candiolo, in collaborazione con l’ASL TO5, sta conducendo uno studio pilota per lo screening del tumore della prostata.
Il carcinoma prostatico è infatti il tumore più frequentemente diagnosticato negli uomini in Europa e negli Stati Uniti, ma a oggi non esistono programmi di screening organizzati e condivisi a livello nazionale.
L’obiettivo dello studio è sperimentare un percorso diagnostico strutturato che consenta di individuare precocemente, in uomini asintomatici, i tumori che necessitano di trattamento, evitando al tempo stesso sovra-diagnosi e sovra-trattamenti nei casi di tumori a lenta evoluzione.
Il progetto prevede l’invito allo screening di 15.000 uomini tra i 55 e i 65 anni, residenti nell’area dell’ASL TO5, sottoposti a un prelievo di sangue per il dosaggio del PSA (antigene prostatico specifico).
In presenza di un valore di PSA pari o superiore a 3 ng/ml, i soggetti vengono avviati agli approfondimenti di secondo livello previsti dal protocollo, che includono:
- visita urologica;
- valutazione del rischio tramite algoritmi basati su Intelligenza Artificiale;
- risonanza magnetica della prostata.
Solo nei casi in cui emerga un sospetto clinico significativo viene proposta la biopsia prostatica, che rappresenta lo standard diagnostico di riferimento.
Prevenzione terziaria e supporto nutrizionale
Nell’ambito della prevenzione terziaria, l’IRCCS di Candiolo sta per avviare un progetto dedicato alla Prevenzione Dietologica.
Un adeguato supporto nutrizionale è infatti fondamentale non solo nella prevenzione primaria, ma anche per i pazienti già in cura per malattie oncologiche.
È ampiamente dimostrato che una corretta alimentazione contribuisce a migliorare qualità e aspettativa di vita dei malati di tumore. A partire da febbraio 2026, l’Istituto attiverà percorsi nutrizionali personalizzati, basati su protocolli specialistici e consulenze dietologiche strutturate, rivolti a tutti i pazienti in trattamento.
Il futuro della prevenzione oncologica
Basterà un semplice esame del sangue?
Guardando al futuro, una delle prospettive più promettenti in ambito di prevenzione oncologica è rappresentata dallo sviluppo della biopsia liquida. L’ipotesi alla base di questa innovazione è che, già nelle fasi iniziali, alcuni tumori rilascino nel sangue frammenti di DNA tumorale alterato, rilevabili con un semplice esame ematico.
Su questo presupposto sono stati avviati, in fase sperimentale, i cosiddetti test MCED (Multi Cancer Early Detection), progettati per individuare precocemente più tipi di tumore con un unico prelievo di sangue.
I risultati preliminari sono incoraggianti, ma sono necessari ulteriori studi e validazioni prima che questi test possano essere adottati come strumenti di screening affidabili e standardizzati.
Se confermata, l’introduzione routinaria di queste tecnologie potrebbe rappresentare una vera svolta nella prevenzione oncologica, affiancando – e non sostituendo – le strategie di prevenzione primaria, secondaria e terziaria già oggi fondamentali.
