Carcinoma squamocellulare a 100 anni: la storia di Nina
Leontina Clotilde, per tutti semplicemente Nina, di anni ne ha compiuti cento. Nata nel 1926, porta la sua età con una fierezza che sorprende chiunque la incontri. Fuori si sposta in carrozzina, ma tra le mura di casa cammina ancora con le stampelle. Energica, determinata, presente, ha sempre al suo fianco le sue due figlie. È con questa forza che oggi Nina si trova ad affrontare con successo una nuova sfida: il ritorno di un carcinoma squamocellulare.
Carcinoma squamocellulare: una recidiva dopo quasi dieci anni
Non era la prima volta che Nina riceveva la diagnosi di carcinoma squamocellulare. Nel 2015 era già stata operata con successo alla tempia, e per quasi dieci anni il tumore era rimasto silente. Poi, nel 2024, il ritorno.
Questa volta la massa si è ripresentata vicino all’occhio: un’escrescenza sempre più visibile sul viso. La paura più grande, per Nina e per le sue figlie, era una sola: che crescendo le chiudesse l’occhio, togliendole la vista. Come spesso accade, il primo impulso è stato quello di non voler guardare in faccia il problema. Nina ha resistito alle cure per circa un anno. È stata poi la dermatologa curante a indicare la strada: rivolgersi all’Istituto di Candiolo IRCCS.
A Candiolo: dall’intervento chirurgico all’immunoterapia
All’Istituto di Candiolo Nina affronta prima un intervento chirurgico. Ma per un tumore posizionato in una zona così critica come l’area oculare, la sola chirurgia è solo l’inizio del percorso. Il Dott. Marco Rubatto, che guida la divisione di Chirurgia dei tumori della pelle, valuta infatti che per ottenere un risultato definitivo e sicuro sia necessario un cambio di passo. Entra così in campo l’immunoterapia oncologica: uno dei trattamenti oncologici più avanzati disponibili oggi.
Per Nina e le sue figlie, intraprendere un nuovo percorso a cent’anni non è scontato. Ma la fiducia nei medici e il desiderio di ritrovare la normalità sono più forti di qualsiasi esitazione.
Gli specialisti dell’Istituto valutano Nina nella sua globalità: non solo il tumore, ma la sua salute complessiva, ottima nonostante il secolo di vita. Un’infusione ogni 21 giorni. Un protocollo moderno, frutto della ricerca più avanzata in campo oncologico.
Immunoterapia: risultati straordinari senza effetti collaterali
Il trattamento inizia ad aprile. Tre, quattro giorni prima della seconda infusione, accade qualcosa di inatteso: la massa comincia a ritirarsi. Con il passare del tempo, l’escrescenza diventa sempre meno visibile, fino a lasciare quasi solo il ricordo della paura iniziale. Nina non riscontra alcun effetto collaterale.
Lo stupore di Nina e delle sue figlie è difficile da descrivere. Non avrebbero mai immaginato, vista l’età, una risposta così positiva all’immunoterapia.
Tumore e anziani: perché l’età non è un limite per le cure oncologiche
Oggi Nina continua il suo percorso di terapia presso l’Istituto di Candiolo, guardando al futuro con serenità. La sua non è solo una storia di cura. È una storia su cosa significa non smettere di credere nelle possibilità della medicina, della ricerca oncologica e della vita stessa.
All’Istituto di Candiolo IRCCS, l’età anagrafica non è un limite alle cure. Quello che conta è la salute complessiva della persona, la sua volontà di non arrendersi. E Nina, con le sue stampelle e le sue figlie accanto, di voglia di andare avanti ne ha da vendere.